PasteBin – strumento di collaborazione per programmatori

16 06 2008

Pastebin è un sito in cui gli utenti, senza bisogno di iscriversi, possono copiare porzioni di codice o anche di semplice testo per poterla scambiare agevolmente con altre persone che possono anche non essere in linea in quel momento. L’idea è nata per facilitare il compito dei programmatori che collaborano a distanza e che usando gli abituali mezzi di comunicazione di Internet, come le mail, chat, forum, non potevano sfruttare alcune caratteristiche come l’evidenziazione della sintassi o apportare modifiche dirette al codice senza ricorrere ad infiniti copia incolla.

Come funziona?

Andata sulla home page del sito, copiate il vostro codice o semplice messaggio, selezionate la sintassi per la colorazione delle parole chiave, scegliete la durata del post e inviate. Vi verrà subito fornito il link alla pagina da voi creata del tipo che sarà qualcosa come questa http://pastebin.com/f1daceee5 (Qualcuno ha capito a cosa servono quei comandi nel link?).

Ora potete usare il link alla pagine per le Vostre necessità, e a chiunque invierete il link potrà apportare direttamente le modifiche al testo/codice, ed ogni variazione potrà essere evidenziata in stile diff.

L’interfaccia del sito è davvero semplice e spartana, a tutto vantaggio della velocità di caricamento. Ma le funzionalità non finiscono qua!

Potete crearvi un sottodominio con il nome che volete in modo da poter meglio catalogare tutte le vostre pagine. Infine per i più curiosi, Vi segnalo che l’autore del sito nonché del codice, Paul Dixon, ha messo a disposizione sotto licenza GNU-GPL il sorgente del sito, ideale per chi vuole farsi idea di come avviene il syntax highlighting del codice 😉

Ah e per finire in bellezza, Vi segnalo che anche alla Ubuntu si sono attrezzati in merito, fornendo un clone, eccessivamente scarno IMHO, raggiungibile all’indirizzo http://paste.ubuntu.com/.

Mi raccomando sfruttiamo sempre le comodità che il Web ci mette a disposizione altrimenti che ce ne facciamo di tutto sto ben di Dio chiamato Internet? 😀





Di chi è questo numero di telefono?

17 05 2008

Avete ricevuto una chiamata persa da un telefono fisso e prima di richiamare volete sapere di chi si tratta?

Avete trovato nelle tasche dei vostri pantaloni o sul fondo della borsetta un biglietto con su un numero di telefono fisso e non vi ricordate più se il telefono di casa dell’amante, del dentista, del vicino di casa a cui fate gli scherzi telefonici tutte le sere a mezzanotte?

Beh allora Sullr fa per voi!

sullr

Sullr è un semplicissimo e rapidissimo servizio web che vi permette di risalire all’intestatario del numero di telefono fisso. Fornisce anche l’indirizzo della linea e ove possibile ci dà la possibilità di consultare direttamente Google Maps puntata direttamente sull’indirizzo trovato.

Sullr funziona su 5 paesi tra cui il nostro e al momento funziona solo con numeri di rete fissa.

E lo si può utilizzare pure con l’iPhone, sempre se questa sia una informazione interessante (per me no 🙂 )





KnetStats – network monitor

2 04 2008

KnetStats è un monitor di rete per l’ambiente desktop KDE. Permette di tenere sempre sotto controllo il flusso di byte in ricezione e trasmissione, fornendo indicatori numerici e grafici dell’andamento nel tempo. È molto comodo da tenere sempre attivo nel desktop, in quanto con l’installazione di default di KDE non vengono forniti monitor di questo tipo, a parte l’ottimo KSysGuard che però offre molte funzionalità in più ed è piuttosto esoso di risorse. KnetStats si insedia nella tray icon del pannello di Kde e può essere personalizzato nell’aspetto e nelle modalità di visualizzazione dei dati.

Nel mio pc, ad esempio, KNestStats si presenta così:

knetstats
l’icona nel tray ricorda vagamente quella di Windows, ma la potete cambiare se vi turba 🙂
knetstats
questa è la finestra da cui monitorare il traffico di rete
KNetStats lo trovate nei repository di Kubuntu usando i strumenti che più vi piacciono (apt o Adept), ma se volete lo potete pure compilare scaricando i sorgenti (o già compilati dall’autore stesso) dal sito di SourceForge.