Si comincia

30 08 2008

E così anche questi meritati giorni di riposo/vacanza sono giunti al termine. Devo ammetterlo, questo mese di riposo dopo la maratona estenuante della tesi di laurea ci volevano proprio, ma ora mi sono più che ripreso per affrontare la prossima sfida.

Dal 1° settembre si riparte. Un nuovo lavoro che mi son sudato con colloqui su colloqui sta per iniziare. Richiederà molto impegno, e probabilmente anche in termini di tempo, inoltre essendo la sede a Milano mi vedo costretto a dover prendere casa nelle vicinanze, casa che ancora non ho trovato (d’oh!) e si prospetta una soluzione temporanea da pendolare…

Quindi come molti avranno già intuito mi vedrò costretto a ridimensionare drasticamente la mia presenza sul web. Dovrò rinunciare almeno in parte ai miei 120 e passa feeds di Google Reader, sarò meno presente sui siti di social-sticazzi ma, la cosa che mi duole di più, mi vedrò costretto a trascurare il mio amato blog. Con questo non dico che lo abbandono in balia dell’oceano chiamato Internet, ma che calerò la frequenza dei post in base alla disponibilità di tempo e di una connessione ad Internet (sempre se trovo l’appartamento… 😀 ).

Quindi siccome non mi piace fare come molti blogger che dopo X mesi di assenza fanno un post per scusarsi della loro latitanza (se hai trovato il tempo di postare questo non potevi fare un post vero e proprio?) io anticipo subito le scuse, così evito le ire di alcuni e che condivido appieno 🙂

Alegar!

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L’informatico poliglotta

4 06 2008

Ci sono persone che parlano una sola lingua, chi due e solitamente una delle due è l’inglese. Poi ci sono chi ne parla 3 come nel mio caso, di cui una è l’inglese, a fatica però, e le altre 2 bene (ammesso e concesso che il dialetto Varzese sia considerata una lingua 😛 ). Poi ci sono quelli più bravi che ne parlano 4 o 5 o di più.

Di fronte a cotanta bravura io mi inchino, ho sempre ammirato chi si destreggia bene con più lingue. Però quando mi ritrovo a scrivere il mio curriculum vitae alla voce competenze informatiche mi ritrovo senza volerlo a spatellare giù un elenco di linguaggi conosciuti più o meno bene che mi sembra quasi una rivincita morale (è proprio il caso di dire che culo!) 😐

Certo era meglio conoscere il francese od il tedesco visto che sono circondato dalla Svizzera piuttosto che sapere a memoria System.out.println(“Hello World!”); 😀

Ad ogni modo non posso neanche essere contento di sapermi destreggiare con una decina o più di linguaggi di programmazione o markup quando per caso trovo questo elenco e mi cadono le cosiddette a terra. E non contento scopro in quanti modi diversi posso dire quel fottuto “Hello World!”.

Ma si può? 338 linguaggi! che poi alla fine si usano sempre gli stessi. E che dire quando consulto le offerte di lavoro alla voce IT dove la frase più abusata è:

cercasi neolaureato, max 25 anni, con almeno 3 anni di esperienza. E’ richiesta l’ottima conoscenza dei linguaggi C, Java, php, C#, ASP, VB, Javascritp, …

e l’elenco prosegue per un paio di righe senza interruzioni. Diamoci una calmata, so anch’io poi che nessun ragazzo/a si iscrive più alle facoltà scientifiche comprese quelle informatiche. Si spaventano cavolo! piuttosto vanno a fare i provini per il GF o veline in tour che è molto meno impegnativo e più redditizio 🙂





Cambio lavoro

18 04 2008

Cambio lavoro, basta!

Magari alla sera mi sentirò un po’ con la schiena a pezzi, però sarò sempre… in movimento e di sicuro non mi stresso ne tantomeno mi consumo gli occhi davanti ad un monitor 😀





L’informatico general purpose

4 02 2008

Si sa che la cultura informatica in Italia è bassa, e mi va anche bene. Ma la cosa è molto più preoccupante quando all’ignoranza si aggiungono i luoghi comuni ed il risultato è peggio di qualsiasi cataclisma naturale.

Chiedeteglielo a Raptxt cosa si prova a sentirsi dire le solite cretinate da certe testine di vitello che magari si credono pure più esperti di te e nonostante tutto quasi che ti mettono in difficoltà? 😐

È inutile, è una battaglia che non potremo mai vincere 🙂





10 buoni consigli per i programmatori

12 12 2007

DElyMyth ci è già passata, io invece ho appena iniziato: ok, non sono un vero programmatore come lo si intende nel senso classico della parola, anzi per stare alla moda posso dire che sono un developer, una bella parola che riempe la bocca quando la si pronuncia 😐
Quindi sono andato a ripescare tra i miei starred di Google Reader un suo simpatico post per vedere se quello che dice corrisponde alla realtà, dato che queste raccomandazioni si rivolgono a chi è appena entrato nell’ambiente (proprio come me). Vediamo un po’… :

 

  • 0000 – Farvi apprezzare e’ facile
    Presentatevi puntuali, sorridete e non fate plateali vaccate. Siate amichevoli nei confronti dei vostri colleghi e magari tenete delle caramelle o dei cioccolatini sulla scrivania (cosi’ vi si affolla di gente, sperimentato), e tutti vi apprezzeranno. [Ok, ma le caramelle me le tengo solo per me 😉 ]
  • 0001 – Farsi Rispettare e’ Difficile
    Il rispetto sul lavoro e’ una cosa che ci si deve guadagnare, e nessuno rispetta il neo-collega subito.Il modo migliore per farsi rispettare e’ dimostrare di essere in grado di svolgere il lavoro bene ed entro i tempi, senza star li’ a banfare troppo sulle proprie esperienze, che, alla fine, interessano poco quando all’atto pratico si lavora male.
    [Su questo non mi posso lamentare, l’ambiente in cui lavoro è buono e poi basta sempre un tocco di umiltà e si sistema tutto]
  • 0010 – Qualunque Cosa hai Imparato in Università e’ Inutile
    Se siete studenti che puntano alla laurea e pensate che, dopo, la vita sia più semplice, avete sbagliato mestiere.
    L’informatica e’ una brutta cosa, in continuo aggiornamento, e nulla o quasi di quello che vi insegneranno all’università vi servirà (concretamente) al lavoro.Lo scoprirete presto, ma arrivare in ufficio già preparati ad imparare tonnellate di cose in poco tempo e’ utile. [sacrosantissima verità a cui mi ero già preparato psicologicamente, tant’è che il primo giorno mi sono trovato subito ad imparare ASP. NET from scratch] Leggi il seguito di questo post »




Colpo grosso in casa Paso

9 11 2007

La prima espressione che mi è venuta in mente quando ho accettato è stata:

“bravo Paso, hai fatto la cazzata!”

Però allo stesso tempo ero contento della mia decisione.

No no, non mi sono sposato, non mi sono fatto prestare denaro da un un usurario (o da una banca che alla fine cambia poco), ne tanto meno ho buttato via 130€ per un coniglio sapiens. In realtà ho fatto di peggio! alla veneranda età di 24 anni ho iniziato il mio primo [vero] lavoro!

“Cazzo era ora che cominciassi a guadagnarti il pane!”, direbbero in molti: e come darvi torto dico io, basti pensare che mio papà alla mia età lavorava già da quasi 8 anni mentre io ho fatto la vita da sciur mantenuto fino ad ora.
Si ma non pensiate che lavori già 80 ore alla settimana come nelle banche d’affari (che tra l’atro è proprio dove vorrei lavorare): al momento, dato che ho la tesi da fare e che mi porta via molto tempo, ho un contratto part-time verticale di 3 giorni alla settimana con una società informatica con sede a Milano.
Andrebbe quasi tutto bene conciliare lavoro e studio se non fosse per un piccolo particolare: che io abito a Domodossola ed il lavoro me lo sono cercato a Milano, il che implica che ogni giorno in cui vado al lavoro mi sparo 125 km in treno all’andata ed altrettanti al ritorno (per una totale di 4 ore di viaggio al dì) e per non parlare dell’ora assurda che mi devo svegliare per arrivare in ufficio puntuale e a che ora poso le mie sode chiappe sulla sedia in cucina per mangiare la mia cena 😐
Certo me la sono cercata io quindi è inutile che ora mi lamento, anzi a dire il vero la cosa mi intrippa e la vedo come una prova di resistenza, così almeno posso testare la mia autonomia di energia nel caso un giorno riuscissi mai ad entrare in quei posti magici chiamate banche d’affari.

Naturalmente questo impegno aggiuntivo avrà delle conseguenza sulla mia attività internettiana: ho già dovuto mettere a dieta il mio amato Google Reader per non accumulare troppi feeds non letti ed ho ridotto la mia attività di commentatore nei salotti (leggi blog) preferiti. E per quanto riguarda il rapporto con Voi lettori non preoccupatevi, il blog non subirà penalizzazioni se non occasionali lentezze nel rispondere ai commenti o una minore frequenza dei post.

Comunque sono contento di questa mia nuova esperienza: ho già fatto la mia prima settimana di lavoro ed al momento mi trovo benissimo nell’ambiente in cui lavoro. Semmai più avanti vi darò qualche dettaglio in più sulla società e sul lavoro che faccio.
Non so come, ma mi sento sempre meno studente e non so se essere felice o no! 😕

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