KnetStats – network monitor

2 04 2008

KnetStats è un monitor di rete per l’ambiente desktop KDE. Permette di tenere sempre sotto controllo il flusso di byte in ricezione e trasmissione, fornendo indicatori numerici e grafici dell’andamento nel tempo. È molto comodo da tenere sempre attivo nel desktop, in quanto con l’installazione di default di KDE non vengono forniti monitor di questo tipo, a parte l’ottimo KSysGuard che però offre molte funzionalità in più ed è piuttosto esoso di risorse. KnetStats si insedia nella tray icon del pannello di Kde e può essere personalizzato nell’aspetto e nelle modalità di visualizzazione dei dati.

Nel mio pc, ad esempio, KNestStats si presenta così:

knetstats
l’icona nel tray ricorda vagamente quella di Windows, ma la potete cambiare se vi turba 🙂
knetstats
questa è la finestra da cui monitorare il traffico di rete
KNetStats lo trovate nei repository di Kubuntu usando i strumenti che più vi piacciono (apt o Adept), ma se volete lo potete pure compilare scaricando i sorgenti (o già compilati dall’autore stesso) dal sito di SourceForge.
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Il mio nuovo browser

20 02 2008

Si chiama links ed è un browser testuale. Velocissimo, facilissimo da usare (si può usare con la sola tastiera, o volendo aiutandosi anche con il mouse), con soli 1024KB di cache va come una scheggia, sembra di avere il sito in locale, altro che safari, provare per credere 🙂

links

Se per voi Internet significa ancora (come per il sottoscritto) leggere pagine web, consultare manuali e tutorial online, visionare API e reference varie e leggere piacevolmente blog scritti bene ed esigete la massima velocità, allora lasciate riposare ogni tanto la volpe di fuoco ed usate links.

se siete utenti di Debian e derivati come *ubuntu potete installare il leggerissimo browser col solito abusato comando

$ sudo apt-get install links

Oltre a links esistono altri due progetti interessanti e potete trovare utili informazioni seguendo questa pagina. Seguono altri screenshot (clicca sulle immagini per ingrandire).

links links links




Deframmentazione su Linux

25 01 2008

Nell’articolo di qualche giorno fa intitolato Frammentazione nei sistemi Linux, vi ho introdotto nell’argomento del file system dei sistemi operativi GNU/Linux, i quali godono di un’ottima reputazione in quanto riescono a mantenere i file poco frammentati anche dopo anni di uso intenso (nel mio post trovate anche alcuni valori interessanti). Inoltre vi ho proposto un pratico script per verificare lo stato di frammentazione delle Vostre partizioni sul disco fisso.

Ci eravamo lasciati con la domanda aperta di come sia possibile deframmentare le partizioni così come avviene normalmente sui sistemi Windows. Vi dico subito che dare la giusta risposta non è così semplice.

Innanzitutto va detto che la deframmentazione dei file system usati dai sistemi GNU/Linux è una pratica quasi mai utilizzata se non addirittura sconsigliata: la manifestazione più banale di quanto detto è che non esiste nessun comando, nessun tool incluso di default nelle distribuzioni Linux, che sia in grado di fare questa attività.

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Frammentazione nei sistemi Linux

11 01 2008

I moderni file system utilizzati dai sistemi GNU/Linux godono di una buona reputazione poiché gestiscono i dischi in modo ottimale minimizzando la frammentazione dei file e il rischio della loro compromissione grazie all’uso del journaling. Si dice spesso che con Linux la frammentazione sia minima anche dopo diversi anni di utilizzo del disco fisso su cui è installato il sistema operativo. Questa affermazione mi ha sempre incuriosito poiché mi chiedevo come fosse possibile che dopo qualche anno i file non si frammentassero così come avviene con Windows il cui file system predefinito, NTFS, nonostante le sue buone qualità in alcuni frangenti, è noto per le scarse performance in ambito di allocazione ottimale dei file il che costringe a frequenti deframmentazioni del disco che alleviano la pena ma non la eliminano alla radice 😉

Così, dopo qualche ricerca su google (GIYF) ho trovato un piccolo programmino scritto in perl che è in grado di calcolare la frammentazione dei file residenti su una particolare partizione o directory. Leggi il seguito di questo post »





Comparazione delle distribuzioni Linux

9 01 2008

Siccome mi piace che la gente si informi bene prima di installare una distro GNU/Linux, ritorno sull’argomento già trattato qualche mese fa per segnalarvi un’interessate serie di tabelle comparative. Così tutti siamo più informati, diventiamo buoni consumatori di prodotti open source e si evita che la disinformazione possa portare gli utonti a dire cose del tipo

…e ma Linux è difficile, non si capisce niente, Windows fa tutto da solo, la grafica di linux è vecchia,
bisogna usare la console per fare ogni cosa, lo deve usare anche mia mamma e mio nonno,
e ma Vista ha una grafica
fighissima e se usa così tanta RAM è perché ne fa un buon uso per fare più operazioni utili e per fare calcoli migliori rispetto a quella bestiaccia con dei moncherini al posto delle ali, etc. etc.

…ed altre interessanti argomentazioni che ora mi sfuggono 😡

Quindi andiamo tutti appassionatamente a farci la cultura delle distribuzioni linux su Wikipedia. Ci sono tabelle e comparazioni davvero per tutti i gusti 🙂

ah, e non dimenticate quella più sintetica ed esplicativa in assoluto… 😀





Come installare, partizionare, formattare e montare all’avvio un nuovo Hard disk interno su Linux

5 12 2007

Questa guida è indicata a tutti gli utenti di qualsiasi distribuzione GNU/Linux in quanto l’intera procedura avviene utilizzando esclusivamente il terminale. Qualche settimana fa ci sono state parecchie discussioni anche troppo animate sul fatto che il terminale sia da relegare ad un mero accessorio secondario o addirittura da abolire, secondo delle ragioni che, IMHO, non stanno in piedi o almeno si reggono a fatica. C’è chi oltre a [s]parlare si propone attivamente, ed è apprezzabile, mentre c’è chi invece dà una perfetta, chiara e pulita spiegazione di come stanno le cose che spiazza (quasi) tutti. Pensatela come volete ma il terminale resta uno strumento insostituibile proprio per il fatto che trascende (con le dovute eccezioni) qualsiasi ambiente grafico e personalizzazione delle migliaia di distribuzioni esistenti. Immaginate solo a quanto sarebbe stato impegnativo fare questa, o qualsiasi altra guida utilizzando le interfacce grafiche: avrei dovuto fare la versione diversa a seconda del Desktop Enviroment, avrei dovuto fare qualche distinguo a seconda della distro, e altre menate varie. Bando alle ciancie e iniziamo la guida!

Avendo recentemente installato un secondo hard disk (l’avete mai visto nudo ? 😀 ) sulla mia linux-box ho dovuto preparare il disco affinché fosse utilizzabile sotto la mia Kubuntu. D’ora in avanti userò il termine generico linux per indicare qualsiasi distro usata. Iniziamo a vedere se linux vede il disco nuovo:
sudo fdisk -l

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OpenOffice e Fonts Microsoft True Type su Ubuntu e Debian

7 11 2007

Chi lavora spesso con i testi e con la grafica può ritrovarsi spiazzato dalle lacune dei sistemi GNU/Linux in ambito font specialmente quando si lavora con OpenOffice.org. Per fortuna che Linux si supera anche in questo e fornisce il pacchetto msttcorefonts contenente i font Microsoft True Type per chi non può farne a meno. Premessa d’obbligo: si può benissimo vivere senza (io ad esempio li ho installati solo da poco), quindi facciamo un breve elenco delle situazioni in cui può essere conveniente installare questi font aggiuntivi:

  • Non vi piacciono i caratteri che usa Firefox per visualizzare le pagine web.
  • I font messi a disposizione da OpenOffice.org sono per voi troppo carenti.
  • Per svariate esigenze, lavorate spesso con documenti di origine MS Office (dai *.doc ai *.ppt) e la visualizzazione di questi sul Vostro OpenOffice risulta sconquassata (impaginazione scorretta, caratteri troppo grandi, i testi delle slide escono dai margini,…).
  • Lavorate insieme ad altre persone che usano MS Office e con cui dovete scambiarvi spesso documenti di testo. Beh in questo caso si possono usare altri metodi:
    • La più drastica: digli di usare Linux 🙂 , specialmente se lo ha già installato sulla partizioncina ma non lo usa con la scusa del router mal configurato, vero pes? 👿
    • puoi convincere la persona ad usare OpenOffice su Windows, ma non dicendo semplicemente “è gratis” ma sforzandosi di far capire alcuni semplici concetti come l’open source e che probabilmente la sua licenza d’uso di MS Office è piratata e ciò non fa bene ne alla Microsoft ne tanto meno al mondo del software libero (o no?)
    • Se è un fan sfegatato e convinto di Office ultimissima versione (ma che non ha sganciato nemmeno un euro per la licenza, quindi che cazzo di fan sei?) e ti dice che non si può paragonare a niente altro (anche se secondo me, per il momento, ha ragione) allora obbligalo almeno ad usare l’estensione per supportare il formato ODF.
    • Usate google docs.

Se non riuscite a scavalcare i predenti ostacoli o inconvenienti allora non ha senso impazzire ancora, quindi installate immediatamente i font aggiuntivi:
sudo apt-get install msttcorefonts
ed avrete i principali font Microsoft True Type tra cui: Arial, Comic Sans MS, Courier New, Times New Roman, Verdana e molti altri ancora. Fine dei giochi.

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