Nucleare vs energie rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico

26 05 2008

Ho letto il post di sognatore sul suo blog 8log che rimanda ad una puntata di Annozero con ospite il professor Rubbia, premio nobel per la fisica fuggito (tanto per cambiare) in Spagna, che discute sulle problematiche del nucleare, ed anche ad un’intervista lasciata dal professore stesso sull’energia solare e le sue prospettive future. Siccome questo argomento di grande attualità mi interessa molto e dato l’input di 8log mi sono deciso a mettere giù questo piccolo excursus per fare un po’ di chiarezza. Vi invito a guardare i video e a leggere l’articolo linkato da sognatore per poi proseguire con il mio discorso.

il nucleare

La questione che Rubbia solleva (nell’intervista linkata da il sognatore) sul nucleare è sintetizzabile nei seguenti 3 punti:

  1. il problema del smaltire le scorie
  2. l’uranio come risorsa fossile che “finirà” entro 40 anni (cosa non propriamente vera, link)
  3. i costi dell’energia nucleare superiori agli attuali standard

Analizziamo in dettaglio…

per quanto riguarda il 1° problema è lo stesso Rubbia ad affermare (verso la fine del primo video) che può esistere una tecnica (in fase di studio) che permette di bruciare le scorie e renderle sufficientemente innocue. Quindi con un po’ di ricerca (punto dolente nella politica italiana) il primo problema lo si può affrontare nei giusti termini.

saltiamo al 3° punto. Rubbia sostiene che i costi dell’energia nucleare sono più alti di quelli attuali, fa l’esempio della Germania, Francia e Svizzera che sono grandi produttori e, sottolineo, esportatori (anche da noi) di nucleare. Ok ne prendiamo atto. Ma dato che quella puntata si riferisce a più di 4 mesi fa e nel frattempo il greggio è salito e salirà ancora fino ad una quota teorica di $200 a barile (secondo studi di Goldman Sachs) allora mi viene da chiedere: siamo ancora sicuri che il costo del nucleare non raggiungerà a breve un pareggio o addirittura sia più conveniente?

A noi importare il nucleare dalla Francia costa e parecchio, ma è ovvio. L’energia comprata da altri e non fatta in casa costa sempre di più! è lo stesso ragionamento che vale per il costo del petrolio, dato che sul nostro territorio abbiamo pochisimo carburante fossile da estrarre. Quindi anche il punto 3 può essere discusso apertamente.

Ora torniamo al punto 2. Se il nucleare fossile termina fra 40 anni non ci possiamo fare niente, è assodato (anche se qui si spiega come l’affermazione non sia corretta). Ma visto che per 40 ne abbiamo allora non vale la pena di sfruttarlo? Noi cominciamo ad usare quello che c’è ed in questi 40 anni in cui siamo a posto abbiamo tutto il tempo per portare avanti la ricerca sul solare, eolico o quello che volete voi! meglio arrivare al lastrico ora o nel frattempo trovare una soluzione che ci permetta di ragionare e studiare ad alternative più pulite?

Poi sul fatto che siano 40 è tutto da vedere. Da quanti anni ci si sente dire che il petrolio si esaurirà a breve? negli anni ’80 si diceva che il combustibile si sarebbe esaurito intorno al 2030, mentre ora si parla tranquillamente che possiamo tirare avanti fino al 2070 ed alcune voci addirittura sostengono ancora più un là.

Vogliamo tirare in ballo il problema dell’inquinamento? Ok, allora una centrale nucleare ha un tasso di inquinamento tendente allo zero. Ciò che inquina sono le scorie, sia chiaro, non la centrale. Poi dei possibili incidenti non parliamone: se le cose si fanno bene e con la testa le probabilità id incidenti risultano essere basse (Rubbia dice la sua su questa cosa nell’articolo), e poi mi sembra anche un po’ da stupidi tirare in ballo i distrastri nucleari come scusa per essere contrari: altrimenti quante altre cose non bisognerebbe fare pensando ai possibili problemi? solo non facendo mai niente non si corrono rischi… E cmq ripeto avere un 50 di centrali negli stati vicini a noi non fa molta differenza in caso di problemi…

Il solare

Rubbia fa molti esempi concreti di come il solare ci può risolvere le nostre grane. Ad esempio dice che un impianto solare grande come il raccordo anulare di Roma coprirebbe 1/3 del nostro fabbisogno. Molto interessante. facciamone anche 2 così siamo a posto per i 2/3. ora però mettiamo i puntini sulle i:

  1. Dove troviamo in Italia delle aree non abitate, con un terreno pianeggiante e non edificato, in ottime condizioni atmosferiche in cui metterci questi benedetti pannelli? li mettiamo nella pianura padana che è tutta abitata e coltivata? li mettiamo sulle alpi dove non ci sono zone pianeggianti?
  2. Ammesso e concesso che si dica: semplice mettiamo un po’ di pannelli qua, un po’ là e raggiungiamo le dimensioni richieste. Ecco in tal caso rispondo che fare un’unica installazione in un solo posto costa molto ma molto meno che fare tante piccole centrali in varie zone… che poi diventerebbe un po’ come la storia ridicola delle discariche, degli inceneritori e della TAV (tutti le vogliono ma nessuno sotto casa sua)
  3. Ma visto che si parla tanto di impatto ambientale, secondo Voi delle distese enormi, immense di pannelli solari hanno impatto ambientale zero? volete mettere l’impatto di una centrale nucleare con una distesa di pannelli blu?
  4. quanto dura un pannello solare? si parla di 20 anni con una diminuzione della resa intorno al 20/25% con l’invecchiamento. A confronto: un centrale nucleare dura 35 anni con praticamente la stessa resa del primo giorno. Quindi abbiamo un buon delta di 15 anni e quindi anche un delta di costi e resa (vedi il punto 4).
  5. Tenuto conto che costruire una centrale solare costa un’enormità (così come il nucleare, sia chiaro), ma poi cosa facciamo ogni 15/20 anni dobbiamo rimettere tutti i pannelli nuovi? Ma soprattutto, tutto il silicio contenuto dentro i pannelli, come smaltirlo?
  6. il solare ha un rendimento del 13/15 % contro il 35% del nucleare. Non è un dato da sottovalutare…

Conclusioni

Io sono a favore del nucleare.

Credo che investire soldi in una 15-ina di centrali che ci permettano di coprire il 20/30 % del nostro fabbisogno per i prossimi 50 anni non sia cosa da poco. Tempi di realizzazione di una centrale? 5/8 anni. Tenuto conto che l’attuale governo dice di volersi impegnare su questo fronte (apro una parentesi: dire che entro fine legislatura verrà posta la prima pietra non vuol dire che fra 5 anni ci saranno le centrali già pronte) allora intorno al 2018 avremo le nostre centrali e per i successivi 40/50 anni ci possiamo fare la nostra energia in casa per coprire buona parte dei fabbisogni (a proposito quanto ci costerà il petrolio nel 2020? pensiamoci…). Nel frattempo prima della realizzazione delle centrali, si spera, i costi di produzione si saranno abbassati e forse ci saranno maggiori sviluppi anche sulle centrali di 4 generazione di cui tanto si parla (+ efficienti, + sicure, + convenienti), ma forse per queste ci vorrà ancora più tempo. Ma una volta che abbiamo il know-how in casa e illuminari come Rubbia (che ha speso tanti anni sulla ricerca sul nucleare) da giocarci in casa e non lasciarselo scappare all’estero, sul nucleare è ipotizzabile una riduzione dei costi e grazie alla ricerca (sempre se la si fa investendo molto) si possono velocizzare i tempi sulle tecnologie più pulite per produrre il nuclare.

Io non sono contrario al solare o all’eolico, ma come si sarà capito è il sistema ad esserlo (bruttissima parola che non mi piace, ma mi tocca usarla), per il fatto stesso che sole e vento non sono soggetti a monopolio od oligopolio, nessuno li può controllare e/o limitare quindi da qui seguono tutte le problematiche. Vogliamo investire sul solare? bene, ma siccome siamo indietro ed a pochi interessa allora abbiamo le competenze e le capacità di investire al nucleare e di stare [quasi] tranquilli per i prossimi 50 anni. Nel frattempo ci si orienterà al solare, ci saranno nuove tecnologie ed anche più interessi da parte dei governi e delle industrie.

Anche l’idroelettrico è un ottima risorsa di energia pulita. Io abito, se così si può dire, in mezzo alle Alpi e nella mia zona ci sono molte dighe che producono tanta energia. Sono lì da decine e decine di anni, ma se si fa caso negli ultimi 20 anni non ne sono state costruite quasi più. Perché? la tecnologia è semplice (si facevano centrali già 100 anni fa), la sicurezza elevatissima, i costi moderati (relativamente al solare o nucleare), resa molto alta,… eppure per non so quali regolamentazioni e normative non è più concesso costruire (in Italia) nuove centrali idroelettriche o comunque con forti limitazioni.

Tiriamo in ballo un’altra fonte rinnovabile e pulitissima: l’eolico. Come mai nessuno parla di eolico in Italia? L’eolico ha il grande, grandissimo vantaggio di portare con se un bassisimo impatto ambientale. I grandi impianti hanno pale di parecchi metri di raggio poste dai 70 ai 100 metri dal suolo, producono pochissimo inquinamento acustico, richiedono pochissima manutenzione e bassi costi di installazione. Si possono mettere dovunque (basta che ci sia il vento, ma neanche poi tanto vento): in pianura, in collina, in montagna, nei mari (eolico off-shore).

Nei paesi del nord l’eolico è una delle principali fonti di energia pulita, basta un piccolo impianto di qualche decina di pale grosse e si producono decine e decine di MegaWatt a costi per KW davvero bassi. Perché non investire sull’eolico allora, trovare una sinergia un bilanciamento di produzione tra nucleare, idroelettico ed eolico? Ah già, tempo fa un certo ministro di nome Pecoraro insieme alla LIPU si oppose strenuamente alla progettazione di un importante e utile impianto eolico in una regione del sud Italia poiché esso disturbava la migrazione degli uccelli… poveri uccelli, sai per la loro migrazione in aria c’è una sola strada, devono per forza passare proprio lì dove c’è l’impianto eolico, le vie aree sono così trafficate, piene di sensi unici, di ZTL, non ci sono le tangenziali o le circonvallazioni quindi l’eolico lì non si poteva proprio fare…

Quindi bando alle ciance, basta con questi no qui no là, facciamo, agiamo per sistemarci adesso, non dopodomani. Poi verrà il tempo del solare.

PS: scusate la lunghezza del post, ma ho scritto tutto di getto e di istinto.

[UPDATE] per chi vuole approfondire l’argomento invito a leggere i commenti dei miei lettori ed anche alcuni interessanti link lasciati sia da loro che da me.


Azioni

Information

62 responses

26 05 2008
LuNa

nucleare in italia con la situazione corrente ? 30 anni per averne una, se MAI la vedrai funzionare.

26 05 2008
LuNa

te lo do per “certo” dato che mio padre fa esattamente questo per lavoro. 20 e passa anni fa era uno di quelli che ha tirato su la centrale di CAORSO, praticamente MAI entrata in funzione. Ammesso che poi un governo qualsiasi tiri su la prima pietra
(con quali soldi la facciamo la centrale? Dove lo compriamo l’uranio e chi ce lo vende) come tutte le cose come dicevo prima, in questo paese per fare qualsiasi cosa ci vogliono 50 anni per poi non portarla a termine. La salerno-reggio calabria quel ca**one di berlusconi l’ha inaugurata per ben 2 volte, ed ancora adesso non è attiva (mancano i caselli!!!!!!!!!!!!)
Ci limitiamo e ci limiteremo a comprare energia altrove, perchè tanto altro non sappiamo fare. Poi comunque, se tutta questa gente (TUTTA DALLA A ALLA Z) non se ne va a casa (compreso quello che lava le scale alla camera, si anche lui) per far posto a gente finalmente NUOVA, di centrali non ne vedi per 3000 di anni, non per 30.

26 05 2008
Paso

@LuNa: non puoi seguire questo ragionamento. Se parti dal presupposto che ci vorranno anni ed anni per una centrale nucleare, allora mi chiedo io quanto ci vorrà per un impianto eolico come si deve, dato che bisogna trovare un posto molto ampio in cui installarlo. Credo che quando si arriva con l’acqua alla gola, e noi ci stiamo arrivando, forse ci daremo una scossa.
La salerno-reggio è una cosa che va avanti da 40 anni, quindi che Silvio l’abbia inaugurata 2 volte c’entra poco (certo si poteva risparmiare ridicole inaugurazioni farlocche! ). Lì poi è tutto un magna magna e oltretutto è un autostrada (seppure fatta coi piedi) “gratis” e mi chiedo ancora perché noi qua le paghiamo tanto, manco fossimo tutti ricchi al nord…

Io cerco solo di essere fiducioso, qualcosa si muoverà, altrimenti siamo destinati ad andare a picco.

26 05 2008
LuNa

@Paso: in un certo senso hai pure ragione, ma quando vedo esseri umani uccidere altri esseri umani per prendersi energia (vedasi petrolio e americani, per esempio) capisco che non ci possono essere speranze. Quando finirà l’uranio il capo del mondo di turno (presumibilmente cina o india) farà esattamente quello che fanno adesso gli americani: giù bombe. Se vuoi fare le cose per bene le energie rinnovabili (eolica come hai detto, o altre) vanno sfruttate da subito. Facciamo la centrale eolica, non la nucleare. Questo ha un senso. Il vento non si deve rubare e non si deve uccidere per averlo.

10 06 2011
Nicholas Lonack

ma che stronzate stai sparando?

26 05 2008
Gianluca

Fra 40 anni saremo ancora al punto di prima e poi come gli italiani tengono le cose non mi fido ad avere scorie nucleari vicino casa e x 40 anni di energia regalare ai miei posteri scorie radioattive. Investiamo concretamente sulle energie rinnovabili E NON ASSIMILATE.
Ciao

26 05 2008
lukewebsurfer

@Luna: Concordo quasi pienamente con te. Il fatto che in Italia alcune cose, come la SA-RC non siano mai state ultimate, non vuol dire che nessuna è mai stata ultimata, e di conseguenza non si può trarre la conclusione che anche questa non verrà ultimata. “Chi vivrà vedrà”, diceva la mia maestra all’asilo.

@Paso: Il ragionamento per cui la Francia e produttori di nucleare guadagnano anche dalla vendita dello stesso non può più stare in piedi nel caso anche noi sfruttassimo il nucleare: a chi lo venderemmo poi? se prima la Francia e la Svizzera erano i nostri più grandi fornitori, anche loro avranno degli introiti in meno, diminuendo di conseguenza i ricavi, aumenterà di fatto il costo alla produzione. Non credo che poi noi andremmo a vendere l’energia all’Austria (l’unica che non ha centrali… certo, è piccolissima).

Più che tutto questo giro di danaro, io avrei sperato si investisse di più da subito sulla ricerca e sviluppo di metodi alternativi di approvvigionamento dell’energia, piuttosto che il nucleare tra 10 anni (nella migliore delle ipotesi).
Ricerca che porti l’efficienza delle rinnovabili
almeno alla pari di quella del nucleare. Nuovi pannelli solari con ricettività maggiore, che ne so, non ho fatto “Ingegneria energetica”. L’Italia è in queste condizioni non perché non produce energia, ma perché non investe nel futuro. E’ da 20 anni, anzi, quasi 30 che in Italia non si trova più un Laboratorio di Ricerca e Sviluppo con i controco***oni. Avevamo la Teletra (poi comprata dall’Alcatel francese), all’avanguardia nell’elettronica e la olivetti (venduta e fallita) che all’epoca era se non tra i primi, era almeno al livello di tutti gli altri produttori di PC, facciamoci un esame di coscienza. Ma uno grande però!

26 05 2008
Paso

@Gianluca: ripeto, una soluzione allo smaltimento delle scorie c’è, parola di Rubbia. E cmq il silicio delle centrali solari? anche quello è da smaltire…

@luke: se Francia e simili vendono il nucleare è solo perché ne producono in eccesso (la Francia se nn erro ha più di 50 centrali e la piccola Svizzera una 20-ina! a noi ne basterebbero molte meno)
Vogliamo il solare subito? ma allora perché non investiamo una beata mazza da anni? guarda i contributi statali ai pannelli solari “domestici”: erano una cifra ridicola e sono terminati quasi subito. Se arrivano proposte concrete per il solare e fattibili, sono pronto a rinunciare anch’io al nucleare, ma nn siamo sulla giusta strada.
e poi perché nessuno (compresi quelli “in alto” ) cita mai l’ eolico? qui c’è poco niente da investire, le tecnologie sono già collaudatissime, costa centinaia di volte in meno del solare … ma tutti zitti, si fanno sentire solo quelli che difendono gli uccelli e le loro migrazioni…. senza parole

26 05 2008
Gianluca

@paso: Rubbia ha detto altro: In una recente intervista, Carlo Rubbia ( premio Nobel per la fisica ) ha dichiarato:

“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.

” Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.

“ Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali.”

” Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

“C’è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.

“I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

Se è così semplice, perché allora non si fa?

“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa

26 05 2008
Paso

@gianluca: si vede che non hai letto bene il mio post…
nei miei link ad inizio articolo c’è proprio questa intervista che hai appena copia/incollato nel commento, e su cui io ho già detto la mia.

26 05 2008
sognatore

Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt.

Mi basta questo per non essere favorevole al nucleare…

Io non sono contrario al solare o all’eolico, ma come si sarà capito è il sistema ad esserlo (bruttissima parola che non mi piace, ma mi tocca usarla), per il fatto stesso che sole e vento non sono soggetti a monopolio od oligopolio, nessuno li può controllare e/o limitare quindi da qui seguono tutte le problematiche.

E quindi per questo diventi favorevole al nucleare?
Mah…

26 05 2008
Paso

@sognatore: appunto stiamo parlando delle zone desertiche non dell’Italia. lì c’è spazio in abbondanza, da noi no. E poi nessuno si è mai chiesto quanto costa un impianto solare di grandi dimensioni? al di là dell’energia pulita i costi iniziali devono essere anche recuperati… ed ogni 15 anni rimettiamo i pannelli nuovi. Sarebbe interessante fare un calcolo reale

Io sono a favore del nucleare indipendentemente dalle politiche governative e dagli interessi monopolistici, così come sono favorevole anche alle fonti alternative. Il mio messaggio è chiaro: si al nucleare e si alle rinnovabili, in coesione nel tempo necessario affinché le tecnologie future ci permetteranno di vivere di solo solare/eolico

26 05 2008
Luca88

La storia che l’uranio stia per finire in tempi brevi l’ho sentita già più di una volta,come quella che il petrolio dovesse finire da un giorno all’altro,sono tutte stime di cui non si potrà mai essere sicuri al 100%,magari domani troviamo una riserva di uranio che basterà per 100 anni,chi lo può dire….per il problema delle scorie è un problema secondario in quanto sono allo studio i reattori di 4° generazione che saranno in grado di produrre pochissime scorie. E’ vero che saranno pronti tra 20 anni,ma conoscendo i tempi biblici italiani potremmo costruirne una con quella tecnologia…Molto probabilmente questo non sarà sufficente in quanto in Italia abbiamo il peggior partito ecologista d’Europa, che è in grado solo di dire no a tutto,o per un motivo o per l’altro è sempre no, se nn è per la rotte migratoria degli uccelli è perchè si va ad inquinare il paesaggio o altre assurdità del genere.

26 05 2008
no1globe

Mi spiace ma non sono riuscito a leggere tutti i commenti, avrei trovato piu’ cose da dire..ma non ho molto tempo!

Dico solo che anche io sono d’accordo con le tue conclusioni!🙂

Pero’ non mischiate nei commenti (ho letto i primi 2 o 3 e stop) troppo questo argomento con la politica..perchè cerchiamo di vedere le cose un po’ sull’argomento senza spazziare troppo..
Non metto in dubbio che siano cose vere e che ti fanno girare i cosiddetti..ma personalmente meglio fare una cosa un po’ piu’ centrata😉 (non facciamo nomi ma Nick, LuNa😛 )

Saluti!😉

26 05 2008
Nasevits

paso:”ripeto, una soluzione allo smaltimento delle scorie c’è, parola di Rubbia. E cmq il silicio delle centrali solari? anche quello è da smaltire…”
se uno fa un impianto voltaico e per tenerlo attivo minimo 30 anni e poi il silicio nn è tossico come l’uranio nn riusciamo a smaltire i rifiuti normali figuriamoci quelli tossici
poi per quanto riguarda rubbia nel’intervista che ho letto che ha rilasciato sulla stampa proponeva al posto dell’uranio un altro materiale di cui ora nn ricordo il nome🙂 che ha un rendimento energetico maggiore e quindi una produzzione di scorie piu basse
in secondo luogho investire nelle energie rinnvabili e l’unica soluzione in quanto soro risorse gratis eterne e che non danneggiano l’ambiente e ci vorrebbe poco d atturale un esempio si fa una riforma nella quale le nuove abitazioni costruite da oggi devono avere coefficenti di isolamento termico maggiori e che siano rispettati oltre l’obbligo dei pannelli fotovoltaici o solari
il nucleare può essere una risorsa per paesei che nn hanno determinate caratteristiche ma l’italia è un paese in cui il sole non manca specie al sud allora sfuttiamolo cosi come potremmo sfruttare le biomasse e cosa piu importante invece di fossilizarci sulle centrali nucleari investiamo il costo della loro produzione nella ricerca …..io il ritorno al nucleare lo vedrei come un passo indietro🙂

26 05 2008
Paso

@Nasevitis: non nego che le tue opinioni sono molto valide e sono ben accette.
Beh non ho seguito tutte le dichiarazioni di Rubbia, ma se è come dice allora sarebbe il caso di tenerselo ben stretto qua in Italia e fare ricerca pesante però. Una cosa è certa: se secondo molto di Voi il nucleare non è la migliore fonte (in cui mi trovo d’accordo solo in piccola parte) bisogna anche affermare che il solare di adesso, con la tecnologia attuale non può sfamare i nostri bisogni, e non dico al 100% ma nemmeno ad arrivare ad un significativo 30%. Vi ricordo le parole di Rubbia: “un area come il gran raccordo anulare di Roma” proviamo a riflettere assieme alle dimensioni di un simile impianto qua in Italia.. e l’impatto ambientale?
Cmq, piccola nota di precisazione: il voltaico dura solo 15 anni (non 30) e perde nel tempo l’efficacia del 20%.
Grazie per il tuo commento
ciao

26 05 2008
Andrea

Ciao Paso,

non sono d’accordo con le conclusioni a cui giungi riguardo all’opportunità di costruire nuove centrali nucleari in Italia, e per tentare di farti cambiare opinione ti invito alla lettura di questi link:

http://www.dazebao.org/index.php?option=com_content&task=view&id

=2366&Itemid=65

http://www.carta.org/campagne/ambiente/14024

http://qualenergia.it/view.php?id=623&contenuto=Articolo

http://www.ecoage.it/rubbia-se-ne-va-in-spagna.htm

26 05 2008
Andrea

Il primo link è spezzato in due parti che vanno riattaccate:

http://www.dazebao.org/index.php?option=com_content&task=view&id=2366&Itemid=65

26 05 2008
Archebuse

I tempi di progettazione – realizzazione di una centrale nucleare sono lunghi. Non è un problema italiano, bensì generale. Sull’ultimo numero di Focus si parla anche di questo. In Svezia per costruire una centrale, tra studi di fattibilità e realizzazione pratica hanno impiegato più di 10 anni. E sono svedesi.

Le centrali nucleari devono essere costruite in prossimità di grossi corsi d’acqua.
In Italia di posti “buoni” ce ne dovrebbero essere un solo paio (fonte Focus).
Un paio di centrali nucleari non risolvono alcun problema energetico e comportano problemi di gestione elevati.

Le scorie atomiche fanno più male di qualunque altra cosa esistente in natura. E fanno male per “tantissimo” tempo.
Tecnologie per “neutralizzarle”? Dire che sono possibili e pure probabili non le rende reali. Al momento non ce ne sono. Tra dieci anni, chissà… iniziare a costruire centrali ora supponendo che per quando saranno finite ci saranno tecnologie “neutralizza scorie” mi sembra azzardato.

L’Italia è un territorio con una discreta sismicità…

A Malmo (Svezia) usano impianti fotovoltaici. Ne sono fieri. E ammettono che da loro il solare non è neanche troppo conveniente. Dio li benedica.

Siviglia è in parte (e nel giro di qualche anno lo sarà quasi totalmente) alimentata attraverso energia solare. Specchi (specchi!!!) concentrano luce su una torre che contiene liquido che si scalda, diventa vapore, aziona una turbina.
Pare che nell’italia del sud ci sia parecchio sole.

L’argomentazione “gli stati confinanti hanno le centrali nucleari, quindi tanto vale farle anche noi” secondo me non regge: dovendo scegliere una discarica, la preferiresti a 500 metri da casa o a 1 chilometro? Eppure sono solo 500 metri.

Scegliere il nucleare perchè gli impianti solari comportano difficoltà costruttive è come cagarsi nelle mutande per non slacciarsi i pantaloni.

Ah… esiste anche l’eolico. ll geotermico. Il risparmio energetico.

Il tutto IMHO.
Ciao
Archebuse

26 05 2008
Archebuse

La centrale a Siviglia

26 05 2008
Archebuse

Mi permetto di citare un’affermazione di Woody Allen che col nucleare non ha nulla a che vedere ma che descrive bene l’atteggiamento di rinnovato, impulsivo, interesse verso questa tecnologia.

“In generale un’affermazione della destra è sempre una cattiva notizia, è sempre una faccenda pericolosa. Perché la destra dà risposte molto semplici, dirette a problemi enormi. Ci sono i senzatetto? Che se ne vadano. C’è un aumento di criminali? Ripristiniamo la pena di morte.
Soluzioni che naturalmente non tentano di capire il perché dei fenomeni a cui vengono applicate.”

Ricordo che quando da bambini si discuteva di guerra si arrivava sempre alla conclusione “perchè non gli buttiamo (al nemico) una bella bomba atomica in testa e la facciamo finita?”. Evidentemente il nucleare, in ogni sua forma, si presta bene a interpretare la parte della “soluzione semplice” (se hai 8 anni).

Il tutto IMHO. Chiudo qui.
Ciao
Archebuse

27 05 2008
27 05 2008
lukewebsurfer

Come ha fatto il tuo blog a diventare “CrimeBlog”, me lo spieghi?
(guarda il ping sopra)

27 05 2008
Paso

@Andrea:
ti ringrazio per i link, li leggerò con calma e cercherò di valutarli. Ad ogni modo ho letto il primo che hai segnalato (Dazebao) e le opinioni espresse non mi convincono molto. Primo anche in quell’articolo si fa l’errata interpretazione delle parole del ministro che già ho detto nell’articolo: nessuno parla di centrale fatta e finita fra 5 anni, ma di “porre” la prima pietra, ovvero fare ricerca e studi di fattibilità, poi, speriamo iniziare i lavori.
Si parla di Francia e USA che non fanno più nuove centrali: te credo il loro mercato del nucleare è pressoché saturato, 50 centrali in Francia ti sembrano poche? molta di quella energia la vendono all’estero (a noi)
link dove si parla di nuove centrali in Europa (è solo un esempio sia chiaro):
link

Ciao

27 05 2008
Paso

@Archebuse: per quanto riguarda le questioni sollevate nel tuo commento (locazione, scorie, sismicità, …) ripeto che abbiamo 5 anni in cui fare tutti gli studi necessari, non è che iniziano a costruire da domani, perché nessuno capisce questa cosa così semplice? Magari dopo gli studi di fattibilità ci si renderà conto che non si può fare, spero di no naturalmente…🙂
della centrale di Siviglia ne ero già al corrente, si tratta senza dubbio di un bel progetto, anzi spero che la sperimentazione lì possa servire anche da noi, ribadisco che non sto escludendo le energie pulite, anzi sono convinto nella convivenza del nucleare con esse.
concludi dicendo delle altre fonti rinnovabili: beh sono proprio io a sollevare questa questione: perché si parla tanto di solare e poco niente di eolico (tanto per citarne una)? l’eolico conviente, ma tanto tanto, costa un stupidata rispetto alle altre. perché allora in questi anni nessuno o quasi ha mosso un dito? citi i paesi nordici.. ecco loro si che hanno creduto nell’eolico e poi ci mettono anche qualche centrale nucleare per colmare i bisogni. Ecco noi non abbiamo ne uno ne l’altro …
perché? non conosco la risposta🙂
Ciao

27 05 2008
Paso

@luke: infatti me lo sto chiedendo anch’io😀
cmq gli ho segnalato l’errore

ciao

27 05 2008
Archebuse

@Paso
Risposta cinica: L’eolico (e tutti i suoi fratelli) in Italia non è spinto proprio perchè siamo in Italia. In Sardegna (mi pare di ricordare una puntata di Report in merito) avevano costruito degli impianti; poi avevano giudicato il tutto non redditizio. Fine dell’esperimento. Investimenti buttati “al vento”. Ricerca: zero.
Di chi è la colpa? Perchè succedono queste cose? La filosofia di Italia90 applicata alle centrali energetiche. Sigh!

Risposta (II tentativo)
L’eolico non è così “spinto” perchè come tecnologia è più “debole” rispetto al solare.
Il sole c’è ovunque (ovviamente con quantita di irraggiamento variabile a seconda del luogo). Il vento è meno disponibile (ad eccezione di quando mi sposto in bici… in quel caso è sempre forte e contrario).
Ed è meno costante nel comportamento (direzione, intensità) rispetto al sole.
Ti faccio un esempio. Il vento a Chicago è un’ottima risorsa. Ma cambia direzione ed intensità in continuazione. Le classiche pale eoliche risentono di questa irregolarità. Inoltre il vento eccessivamente forte crea problemi alle pale (le piega, le deforma). Sono stati studiate forme di pale differenti, ottimizzate per i venti intensi di Chicago. Ne ho visti degli esempi su un documentario trasmesso da Discovery Channel. Se trovo un’immagine in rete ti invio il link.

Ho capito che non sostieni che il nucleare debba essere l’unica risorsa di energia. Proponi un affiancamento. Perchè è una tecnologia che in questo momento pare efficiente rispetto alle alternative che sono ancora poco sviluppate/poco evolute.

Capisco ma non condivido. Perchè ritengo che l’affiancamento non sia conveniente sul piano economico: costi troppo elevati di costruzione-gestione.
Non ritengo che sia conveniente sul piano ecologico: una centrale nucleare non si chiude-e-basta quando non serve più; e nel suo ciclo di vita fa sfaceli ecologici che si pagheranno nei secoli (leggasi “scorie”).
Non ritengo che sia conveniente sul piano del contributo-al-nostro-portafoglio-energetico: per rendere incisivo il contributo del nucleare ci vorrebbero tante centrali; quel paio che verrebbero costruite, sono un palliativo (palliativo pericoloso).

La vignetta a questo link è un buon esempio di quel che penso in merito al nucleare.
Ci si butta in braccio a un mostro *piccolo* per salvarsi da uno grosso.(Riscaldamento globale, dice l’autore della vignetta, ma si potrebbe parlare di “crisi energetica”).

Ciao
Archebuse

27 05 2008
Archebuse

Ancora una cosa…
L’efficienza energetica dipende non solo da come produciamo l’energia ma anche da come la distribuiamo.
Attualmente il sistema è centralizzato. Grandi centrali producono energia (eventualmente la accumulano) e la distribuiscono a grandi distanze. Attraverso una rete di distribuzione che fa acqua da tutte le parti. E che disperde parte dell’energia prodotta.
Esperti in materia ritengono sia più efficiente un sistema decentralizzato. Produci energia dove ti serve. Con piccoli impianti. Viaggi brevi. Poche dispersioni.
Ognuno si produce l’energia di cui ha bisogno. Dove “ognuno” può essere il singolo cittadino, oppure un palazzo (la tendenza è sempre più questa: produrre edifici ad elevato risparmio energetico ed in grado di essere autosufficienti per quanto riguarda la produzione di energia), oppure un quartiere o una città.
Tante piccole centrali diversificate nei metodi di produzione dell’energia sono meglio di poche grosse centrali (soprattutto se nucleari). Il tutto come sempre IMHO.

Ciao
Archebuse

27 05 2008
Paso

l’idea dell’energia decentralizzata è interessante. Tanto per cambiare anche in questo ambito non è stato fatto molto, basti pensare ai fondi per i pannelli che erano una misera cifra esaurita subito…
cmq vale il seguente:
impianti più piccoli = meno spreco energia nel trasporto
impianti più piccoli = meno efficienza e maggiore costo al Kw
sia che si usi solare, eolico, nucleare, etc etc servono cmq grandi impianti centralizzati (l’ideale sarebbe appunto affiancarli a quelli + piccoli)

per quanto riguarda il vento, in Italia di posti ventosi ed ottimali per l’eolico ci sono, poi c’è anche l’eolico off-shore nei punti strategici dei nostri mari.

Cmq è un piacere discutere con te usando la ragione e non per partito preso😉

Ciao

28 05 2008
Paso

@tutti: ho trovato questo video su youtube: http://it.youtube.com/watch?v=3NC0UOtNs6k

Ovviamente contiene alcune forzature che nemmeno a me convincono più di tanto però ci sono spunti interessanti, primo tra tutto quando parla dei costi (verso fine filmato)

28 05 2008
Archebuse

@Paso
Ciao! Confermo la reciprocità del piacere nel confrontarsi con te e il tuo punto di vista.

Ho ascoltato il video sopra linkato. Devo dire che l’atteggiamento del recensore è fastidioso. Dice… vi riassumo il libro ed elenca delle conclusioni… falso, falso, falso… neanche un vero. Falsa anche l’importanza del risparmio energetico… anzi, il risparmio energetico è “inutile” (o qualcosa del genere).
Conclusioni. Per conoscere i ragionamenti da cui discendono bisognerebbe comprare il libro… oppure farsi un giro in rete. Navigo qualche minuto. Allora scopro che il libro di Battaglia ha acceso numerosi dibattiti in merito, alcuni concentrati sulle affermazioni in esso contenute, altre sul contesto politico in cui sono state elaborate (forse le riflessioni dell’autore non sono così disinteressate).

Qui ho trovato un commento al libro di Battaglia di segno opposto a quello del video da te linkato…
http://aspoitalia.blogspot.com/2007/12/lillusione-di-battaglia.html

Ad ogni modo… mi rendo sempre più conto di quanto una discussione sui meriti/demeriti delle varie tecnologie di produzione dell’energia non possa rimanere vincolata al piano “fisico” (o fisico-nucleare).
C’è il piano economico. Una tecnologia potrebbe restare invariata nel tempo e nonostante ciò cambiare per quanto riguarda la “vantaggiosità economica”. Ne è un esempio il diesel: negli anni 80 non lo voleva nessuno, nei ’90-2000 era wow (e le ditte automobilistiche hanno lucrato sulla differenza di prezzo fra diesel e benzina; ditte automobilistiche che ovviamente sono strettamente legate alle società petrolifere che sostenevano e mantenevano quella differenza di prezzo) ed ora…
Poi c’è il piano politico… e per quello non spendo troppe parole perchè non ho piacere di schifarmi.
Interessi politici (e quelli economici sottostanti) possono deformare la vantaggiosità di una tecnologia in una miriade di modi. Possono persino rendere economicamente conveniente una schifezza. Basta agire sui prezzi. Basta deformare il mercato con leggi ad hoc e cartelli industriali. Conosci la storia di come la marijuana (che altro non è che la pianta della canapa) è divenuta illegale? Vabbè… non divago.
Questo per dire… se valuti il nucleare in termini di vantaggiosità economica, beh, ricorda che tale “vantaggiosità” non è un valore assoluto, ancorato a costanti fisiche universali, bensì è una variabile nelle mani di chi tira le fila della produzione energetica mondiale (e non si tratta di Onlus).
Se valuti il nucleare in termini di “efficienza/efficacia” della tecnologia, beh, è senza dubbio una ottima tecnologia.
Un po’-meno-di-ottima se non hai un posto sicuro-sicuro dove mettere le scorie (non nel mio giardino, per favore) e se hai un briciolo di morale che ti impedisce di donarle a qualche paese sottosviluppato.

Per me non è così (e per te neppure), ma fingiamo che nucleare (qualunque soluzione che lo preveda, anche se affiancato ad altri metodi) versus no-nucleare sia un pareggio.
Ora per un attimo non pensare al nucleare-e-basta.
Pensa al nucleare-in-Italia.
Fai la coda alla posta. Prenota una visita in ospedale. Entra in un tribunale. Indaga su come gli “standard di sicurezza e legalità” vengono rispettati e fatti rispettare in questo paese. Cosa ti fa sperare che nella gestione del nucleare le cose andrebbero diversamente?
A me vengono i brividi.
PS: Ho un amico che ha lavorato in una ditta che revisiona e controlla macchinari per sterilizzare ferri chirugici (in Piemonte)… prova a indovinare come vanno le cose…
Ciao
Archebuse

29 05 2008
Paso

ho letto l’articolo linkato, così ora abbiamo 2 opinioni nettamente diverse sullo stesso libro🙂
Ad ogni modo concordo con te sul fatto se si pensa al nucleare-in-Italia: date le numerose tipiche vicende all’italiana le prospettive non sono tanto buone, però vale anche la pena di sperare e non vivere sempre di pregiudizi. A dire il vero, però come vedresti il-solare/eolico-all’Italiana? anche in questo caso c’è poco di cui essere ottimisti🙂
Insomma pare che dovunque si punti ci sarà sempre qualche fattore “Italia” a rovinare le cose…
Vabbé questo è un problema diverso da quello da cui siamo partiti, anche se ne ammetto l’importanza.

Ah guarda che la storia del Diesel c’entra poco in questo caso: la storia è diversa ed il boom lo si deve più che altro per le tecnologie innovative di fine anni 90 che ne ha permesso una diffusione intensa sulle auto.
Ciao

29 05 2008
Archebuse

@Paso
No. Io speranza non ne ho. E questa, lo so bene, è una opinione strettamente personale.

Eolico-all’italiana? Vedo decine di turbine eoliche ferme. Abbandonate. Le erbacce che crescono ai piedi delle costruzioni.
Ma il rischio maggiore che correremmo in questo caso è di restare schiacciati da una pala in caduta libera (rischio risolvibile con una recinzione ed un cartello “No entr. Pale cattive”).

Solare-all’italiana. Vedo centinaia di pannelli fotovoltaici sottratti alle centrali in disuso ed utilizzati come tettoie per baracche negli orti alle periferie delle città. Già pronto lo slogan “Fotovoltaico: un’alternativa sana all’eternit” (che probabilmente un tempo era a sua volta un’alternativa-sana-a-chissà-cosa).

Nucleare-all’italiana: Vedo gente che muore perchè qualcuno ha fatto porcherie con le scorie. Vedo dirigenti di aziende che negano qualunque addebito. Che dicono “io non so, io non c’entro, io non credo”. Vedo politici che dicono “Non mi risulta. Non diciamo sciocchezze. Io non so. Io non c’entro. Tutto è stato fatto a norma di legge”.

Per la questione diesel.
Industrie automobilistiche – petrolieri.
Multijet, common rail etc etc.
Le tecnologie “innovative” sono tirate fuori dal cilindro sempre e solo al momento giusto. Dove giusto = redditizio. E redditizio = redditizio-per-loro.
Il progresso tecnologico si afferma ed è “aperto” al mondo seguendo logiche diverse dal “questo è meglio di quello che c’era prima, allora adottiamolo e progrediamo”. Non ci sono versioni 0.02. Si passa da 1.0 a 2.0 quando e come lo vogliono loro (e se ci si mettono in mezzo gli esperti del marketing il passaggio sarà direttamente alla 3.0 perchè 3 è più figo di 2🙂
Il successo del diesel negli anni appena trascorsi solo apparentemente è la conseguenza delle tecnologie introdotte che lo hanno reso più conveniente/efficiente; a monte c’era la volontà di muovere il mercato in una nuova direzione (mercato fermo = mercato morto), spingendo i consumatori a rinnovare le proprie auto. Come fare? Produciamo le tecnologie in nostro possesso per rendere più attraente il diesel. Poi agiamo sui prezzi. Che facciamo? Teniamo basso il prezzo del diesel? Sei pazzo! Se facciamo così non guadagniamo abbastanza. Rendiamo piuttosto conveniente il diesel semplicemente facendo leva sulla differenza diesel-benzina…

Per oggi ho parlato troppo!🙂
Il tutto come sempre IMHO.
Ciao
Archebuse

29 05 2008
Paso

e ma dai sei proprio pessimista, troppo pessimista🙂
però ad oggi lo siamo un po’ tutti… in fin dei conti il pessimismo del futuro è dato dalla prova del passato e del presente, quindi siamo messi male😐

No, cmq io continuo a ritenere che la storia del diesel abbia avuto un’evoluzione diversa. I motori diesel sui camion ci sono da decine e decine di anni e sono stati sempre convenienti, anche se inquinanti. nelle automobili la situazione è stata diversa, e se siamo arrivati oggi al pareggio con la benzina è semplicemente perché c’è un sacco di gente stupida che compra auto diesel di cilindrate bassissime (sotto i 1.5) che servono a poco o niente (non venitemi a dire che un 1.4 benzina consuma come una petroliera) e che poi magari fanno si e no 15000km all’anno e pensano di risparmiare chissà che cosa, senza pensare che un auto nuova diesel, nella media, costa più di un benzina, ed in alcune situazioni ha costi di manutenzione + elevati. In 10 anni siamo passati da un parco diesel inferiore all’8% all’attuale 40%, ti pare normale?

Ciao

29 05 2008
Paso

@Archebuse: l’ho trovata oggi, naturalmente è da prendere sul ridere anche se poi non c’è molto da scherzare😀

http://sw4n.net/2008/05/29/ce-qualcosa-che-non-va/

29 05 2008
Archebuse

Grazie! Carino e in parte triste (perchè vero).
Ho sentito più volte dire “L’eolico no, perchè le pale sono brutte”…
Una questione energetica affrontata con criteri estetici (io tra l’altro le trovo bellissime). Masochismo di sinistra (spero che si capisca cosa intendo… non vorrei scatenare una flame politico).
Tafazzi rule!

Al link che hai postato c’è un commento divertente che gira il coltello nella piaga…

sw4n ha detto:
(Il Maggio 29th, 2008 alle 18:27)

io mi sto attrezzando, criceto e ruota panoramica. Riuscirò ad illuminare da solo e nel pieno rispetto dell’ambente la mia scrivania.

Avrò alle calcagna, però, gli animalisti.

Ciao
Archebuse

30 05 2008
Nasevits

Interessante anche il confronto tra possibile nucleare italiano e qll giapponese che si trova su qst blog
http://www.youkosoitalia.net/?p=934

6 06 2008
Alessandro

Due premesse: il nostro paese non è competitivo e versa in situazioni economiche disastrose e, in secondo luogo, continuiamo ad arrichire i Paesi a noi confinanti per pagare la LORO energia (prodotta con centrali nucleari). L’uranio sta per finire. Sicuramente prima o poi finirà ma questo non significa che l’unica vera risorsa capace di soddisfare il nostro fabbisogno ora non debba essere sfruttata. Possibile che non si riesce a cogliere un concetto semplice: la natura fonisce energia, è vero, ma in una società come la nostra non basta. La richiesta d’energia aumento di anno in anno e probabilmente nel futuro le risorse naturali basteranno, ma ora no. il nucleare rappresenta l’unica fonte: pulita (le stupidaggini sulle scorie non le reggo, essendoci ormai metodologie per bruciare le scorie e depositi posti a centinaia di km sottoterra), realmente produttiva e a basso costo (soprattutto rispetto al tanto citato fotovoltaico). Bisogna rendersi conto che i sogni non sempre possono essere accontentati e imparare a vivere nella realtà. mi fanno davvero ridere i verdi che, nel nostro Paese, insistono per il no al nucleare quando produciamo energia ancora con il carbone in alcun stabilimenti (il più inquinante) e compriamo energia che proviene dal nucleare. la ricerca deve progredire, tutti sono daccordo, ma non dobbiamo per questo ridurci a diventare un Paese del terzo mondo. perchè nessuno se ne rende conto, ma la nostra economia è vicina al collasso. Pensateci quando, così sicuri del no al nucleare, vedrete industrie chiudere perchè l’energia ormai è diventata costosissima (non è fantascienza) e centinaia di migliaia di operai dissocupati.

7 06 2008
Paso

@Alessandro: sono del tuo stesso parere. Anch’io continuo a sostenere che dobbiamo prendere il nucleare come una soluzione “tampone” per i prossimi 50/60 anni in modo da avere tutto il tempo per trovare le migliori tecnologie per sfruttare l’energia pulita.

Ciao

1 08 2008
salvatore

Premetto ce sono a favore del nucleare….
il post di paso descrive la piena realtà dei fatti.
Paritamo dal fatto che “nucleare vs fonti rinnovabili” è una vittoria netta per il nucleare sotto ogni punto di vista. anche dei rifiuti.
ho letto 30 anni per fare una centrale nucleare…
prima di tutto i tempi tecnici sono intorno 4 – 5 anni che poi diventano 10 perch eci sono iter inutili burocratici. cmq lontano dai 30 e se il governo vuol davvero fare qualcosa col nuclare deve operare su questi iter lasciando intatti solo i punti che riguardano i controlli che devono essere rispettati al max…
altra cosa ma sapete che le centrali francesi compresa quella di ultima generazione sono state costruite da ing. italiani con altri di altri stati???super phoenix eccc…
quindi se fino al 1987 eravamo leader nel settore insieme ad altri adesso lo siamo ancora perche enel ha parchi di centrali nucleari in slovenia francoa e altre zone d’europa.
per quanto riguarda i rifiuti :
le scorie? beh il problema è il tempo di decadimento. rubbia portava avanti un progetto internazione che serviva a diminuire il tempo di decadimento delle scorie poi l’italia ha sospeso i fondi mentre gli altri stati stanno continuando e ci sono quasi riusciti manca poco ormai.
adesso rubbia si è buttato sul solare in spagna ed ecco perche dice solare solare e solare…
non di menticate che noi abbiamo un trattato firmato Kyoto che ogni anno ci fa pagare tanti di quei soldi che non avete proprio idea per produzioni di co2 eccc…
con il nucleare eliminiamo il co2 eccc e cosi rspaarmiamo tant soldi che potremmo investire in ricerca.
ho letto poi che con 200 km di specchi eccc possimao produrre il fabbisogno dell’interno globo… mio caro ma dopo 20 25 anni di vita quei 200km quad di specchi dove li metti dove si smaltiscono beh 1 kg di uranio il posto lo trovo ma tu dimmi quei 200 km di specchi o pannelli dove li vai a mettere.
e poi una cosa sullo stoccaggio delle scorie… attualmente stocchiamo le scorie di paesi come francia austri svizzera… beh direi di stoppare i loro e mettere i nostri se vi sta tanto a cuore il problema ambiente.

graze a tutti e cmq le fonti rinnovabili escluso l’idorelettrico
vengono definite da noi sistemisti fonti integrative e non alternative.
questo perche quello che producono sull’intero fabbisogno època cosa…
un sluto a tutti
salvatore acunzo
ing elettrico federico II
ho letto poi del problema delle scorie :

1 08 2008
Paso

Grazie salvatore per il tuo lungo commento che ha fornito ulteriori prove a sostegno del nucleare. Come sostieni tu, di persone competenti in Italia ne abbiamo anche se poi sono “costrette” a lavorare all’estero..
Trovo molto interessante la definizione di fonti integrative; credo che sia proprio il termine più adeguato, almeno finché in futuro saremo in grado di sfruttare le rinnovabili e farle diventare veramente alternative.

Ciao

30 07 2009
Frangianco

su l’uranio (come afferma Rubbia) tra 40 anni finirà, e la prima centrale in Italia è prevista entro 20 anni (se tutto va bene) cosa la facciamo a fare?
Perchè pensate soltanto a gigantesche centrali solari, quando invece basterebbe installare pannelli solari “privati” (lo metto tra virgolette) sui tetti di ogni casa, senza occupare altri spazi?
Perchè nessuno in Italia prende in considerazione il problema della Mafia? é la mafia a smaltire i rifiuti normali, non voglio neanche immaginare cosa accadrebbe con quelli tossici di una centrale nucleare…
Perchè non avete detto che NESSUNA regione è disponibile ad accogliere comunque le scorie nucleari?
E perchè, e concludo, non ricordi che c’è un Referendum che di fatto nega il nucleare e che quindi, per legge, non si potrebbe fare se non ripetendo il Referendum e (ne dubito) sperando che vinca?
Ricordando poi infine che la maggior parte dei comuni italiani si è dichiarato denuclearizzato…

19 08 2009
stefano

manca una piccola cosa riguardo al nucleare..passati i 50 anni di attività della centrale che si fa?? ci sono parecchi costi si smaltimento di tutta la centrale, o la si lascia li a marcire come si fa in genere in Italia?senza contare che le centrali nucleari hanno bisogno di un’elevatissima quantità di acqua per raffreddare i reattori, e quindi è sempre acqua che viene tolta (anche se parte viene reimmessa nel fiume, o scaricata altrove se proviene da falde) al bilancio idrico del fiume stesso e potrebbe comportare seri danni in termini di ricariche delle falde.
poi la Germania ha il 15% dell’energia ricavata dal solare..dico, il 15% che hanno poco sole, immagina da noi.
infine, dici dove si mettono i pannelli in pianura padana, sui tetti,ed inoltre ci sono grandi aziende che potrebbero essere ricoperte di pannelli solari( tipo fiat, o altre fabbriche enormi); il posto non manca e non bisogna cementare niente, basta usare aree già costruite.

17 12 2009
mauro

Il nucleare insieme al carbone, e forse al biodiesel(se i rendimenti per ettaro di 550ton delle alghe sono veri)…sono le uniche energie realmente utilizzabili su larga scala…a chi parla di eolico e solare risponderei che sono tutte cose ottime per determinate situazioni (vedi baite in montagna o campeggio)….ma per produrre i 1600mw * 24 h = 38400mwh di una centrale nucleare servono pannelli solari per una potenza nominale di circa 13000 mw (e questo se consideriamo le produzioni nel sud Italia..ovviamente la potenza richiesta al nord è maggiore) considerando che un impianto solare(sufficientemente grande altrimenti i costi crescono) costa circa 6€ al watt abbiamo che per eguagliare la potenza di una centrale nucleare dobbiamo spendere 13 000 000 000(13 miliardi di watt avete letto bene )*6€ = 78 miliardi di euro senza considerare i 91 km quadrati ti terreno un quadrato di 8 km di lato(poi sareste sorpresi di scoprire quanta energia serve per produrre e posizionare una tale centrale…si aggira circa all’equivalente dell’energia prodotta in 20 anni) ….il costo di circa 12 centrali nucleari per avere la potenza di una (nella migliore delle ipotesi)….se poi mi dite che col conto energia per ora conviene installare i pannelli solari è un altro discorso….ma il conto energia viene pagato con i nostri soldi nn con l’ effettiva produzione di energia da parte del pannello nn scordatelo….bisogna inoltra considerare che di uranio ce n’è tantissimo di parla di fonti estraibili per i prossimi cento anni….ma queste stime considerano solo l’uranio utile alla fissione nelle vecchie centrali per intenderci circa l’1% del uranio totale…ma le nuove centrali auto fertilizzanti possono usare tutto l’uranio che ce quindi 100 anni *100 = 10000 anni di energia nucleare al consumo attuale diciamo 1000 se i consumi crescono di 10 volte…ma ricordatevi che stiamo parlando solo di fonti accertatamente estraibili ed inoltre che le centrali autofert vanno anche a torio ecc

13 07 2010
Gan Paolo Franzoni

Eolico-Fotovoltaico! Ma volete capire che l’energia non è acqua che può essere accumulata in un sebatoio ed utilizzata all’abbisogna; l’energia prodotta deve essere utilizzata SUBITO. I pochi sistemi di accumulo sono costosi, ridotti e di forte impatto ambientale. Non è che un giorno che tira molto vento, il gestore possa telefonare a tutte le massaie per avvisare di accendere lavatrici, lavastoviglie e luci varie. O la settimana dopo se non tira vento dire di spegnere l’illuminazione o tutti i condizionatori. (si sentirebbe rispondere che il condizionatore sarà acceso in una giornata afosa e con aria calma; non si può aspettare l’inverno quando tirerà più vento). In America si diceva di porre i parchi eolici agli estremi del paese; ma è risultato sballato.
Anche peggio è il fotovoltaico ancora più variabile sia nell’arco della giornata che nell’arco dell’anno che nei vari anni.
Teniamo presente che nell’arco della giornata èmeno complicato bilanciare gli accumuli, rispetto al lungo periodo. L’accumulo chimico (batterie) è fuori discussione poiché costoso, energia limitata e bassissimo rendimento. L’unico efficiente per l’Italia è quello idroelettrico ma di grossi costi e notevoli impatti sul territorio; in conpenso il rendimento è discreto.
Poi ci sarebbero i PROBLEMI legati al costo KWh che remano pesantemente contro a tutte le energie rinnovabili, tranne l’idroelettrica (ma questo è un altro discorso più complesso e molto più scientifico/tecnologico).

25 07 2010
Gan Paolo Franzoni

Aggiungo che per l’eolico consiglio di consultare la mappa dei venti d’Europa http://www.sustainableenergyworld.eu/wp-content/uploads/2009/03/wind_map_of_western_europe.gif
o per i marini http://www.pib.gr/usrimage/wind%20resources%20europe.jpg
La velocità del vento deve essere posta al cubo per determinare la potenza prodotta ovvero i 3 m/sec di Milano o Bologna (fuori città) danno 30 w/mq; i 4.5 delle coste occidentali sarde o siciliane danno 100 w/mq; i 6 m/sec della Danimarca, Germania o Olanda danno 250 w/mq; i 7 del nord Danimarca o gli 8 scozzesi danno rispettivamente 400 w/mq e 600 w/mq. Siamo il paese con il clima più gradevole e meno ventilato d’Europa; togliamoci dalla testa l’eolico italiano. Anche perché i costi d’impianto (se non sono zone sismiche o impervie o montuose) sono identici. Il costo per Kwh dipende dal rendimento; per l’Italia diventa quindi più del doppio rispetto i paesi più ventilati.

15 03 2011
Stefano

Ciao. Innanzitutto complimentoni per le analisi del tema che state affrontando. sto informandomi in questo periodo e devo ammettere che mi avete dato una gran mano. vorrei porvi una domanda su un mio pensiero. vorrei chiedere a voi di analizzarla con le vostre conoscenze complete che avete dimostrato. dunque: se invece del nucleare con pregi e difetti che già conosciamo (da comprendere anche poi i grossi interessi statali che stanno dietro) si puntasse sul solare ma sotto un altra forma da quella da voi descritta? intendo incentivare con contributi tutte le famiglie/abitazioni/industrie a applicare un determinato tipo di fotovoltaico sul proprio tetto. ciò significherebbe che moltissime abitazioni si renderebbero autonome e anzi, con la corrente prodotta in piu la possono mettere in rete vendendola alla società elettrica di competenza (cosi come gia ora comunque succede se pur in minimissima percentuale). sarebbe fattibile la cosa?….che ne pensate?!…
grazie mille…… Stefano

16 03 2011
scamps

Centrale solare non è sinonimo di centrale a pannelli solari!!!! (vedasi ad esempio la torre solare costruita in spagna) ciao😉

17 03 2011
Stefano

No ma infatti io intendo proprio come alternativa, l’utilizzo di serie di impianti con pannelli fotovoltaici. Sia chiaro, è un idea mia da grande ignorante in materia e appunto chiedo lumi a voi che ve ne intendete decisamente di più….

18 04 2011
Buzzu

Salve ragazzi, premetto che son un gran ignorante, ma ogni tanto vado a legger un po ovunque informazioni ^^.
Ora non ricordo dove ne quando esattamente, ma avevo letto di una serie di problemi con i pannelli solari dovuti all’estetica(tema che ho visto affrontare sopra.
Tra di essi un caso mi aveva fatto ridere per non dir pena o piangere, in cui si parlava di un edicola se non erro o comunque un esercizio commerciale che aveva intenzione di posizionare dei pannelli solari sul tetto …. tra stupidocrazia e ca***te del genere si è finiti per rallentare i lavori a questo esercizio commerciale ed infine obbligarlo a posizionar tali pannelli ad un angolazione pari a 0 (su un tetto piano) ergo con un rendimento minore del massimo che potevano i pannelli, il tutto per ESTETICA….ma ora dico, il problema nostro è l’energia o l’apparire belli ? ….a chi vuole la risposta basti vedersi attorno o accender la tv lol
A parte questa nota ci terrei a far ragionare sui costi in mW di un industria confronto alla produzione di energia dai pannelli solari, dopodiché vorrei chieder se nessuno riesce qui ad affrontare il costo per la natura di un pannello solare e del silicio in se.
Se non erro il silicio (monocristallino) è uno dei materiali più inquinanti in termini di creazione, ora se non erro i pannelli son in policristallino ergo il processo penso sia diverso ma mi interesserebbe sapere da qualcuno esperto magari il suo costo per la natura nella produzione, e magari nello smaltimento pure dato che il pannello dovrà effettuare entrambi i processi per esser utilizzato, così avremmo un costo totale dell’energia da esso sviluppata. Scusate se non mi son interessato direttamente dell’argomento ma ho passato la palla a voi, solo che so già che ogni volta mi dimenticherei di fare questa ricerca visti i ritmi della vita moderna … ed il mio culo pesante😄.
hihi Buona lettura e scusate se l’intervento è risultato inutile, saluti da un ignorante quale me ^^

10 06 2011
Marco

Tutto il ragionamento dell’articolo è chiaramente viziato dal fatto che chi lo ha scritto è favoreole al nucleare ( basti vedere come si è posto il problema di smaltire il silicio come una cosa abominevole e ha volutamente omesso quello dello smaltimento delle scorie radioattive decisamente peggiore )

Detto questo … Il semplice fatto che per costruire una sola centrale nucleare richiede un sacco di anni e solo tenendo conto che i costi dell’energia nucleare sono in netta crescita e quelli di qualsiasi altra fonte in diminuzione, e del fatto che tutte le nazioni tranne la nostra stanno spegnendo le loro centrali passando a rinnovabili proprio per questo motivo, dovrebbe mettere in luce la semplice previsione che tra, supponiamo 20 anni, saremo qui belli “fieri” delle nostre centrali mentre nello stesso lasso di tempo tutte le altre nazioni saranno a buon punto con la conversione da nucleare a rinnovabile. Saremmo semplicemente ancora una volta indietro e quindi punto e a capo, perchè sicuramente a quel punto, facendo parte dell’unione europea, saremo obbligati a seguire la tendenza e ci ritroveremmo con centrali accese ma non utilizzate… ossia con reattori potenzialmente dannosi e comunque non sfruttati per produrre energia … senza contare l’enorme costo sostenuto per costruirli, e senza contare che a quel punto serviranno ancora ingenti somme per iniziare la conversione nella quale tutti gli altri paesi europei saranno avanti 20 anni ….

Senza fare nessun calcolo mi pare di aver evidenziato il fatto che in ogni caso fare il nucleare ora sarebbe una cosa immensamente illogica e stupida

14 06 2011
enrico

Concordo con te marco. Evidentemente chi ha scritto l’articolo non è riuscito a celare quanto sia filonucleare. Dico infatti a lui, che l’uranio non solo non è smaltibiloe, è RADIOATTIVO!! Il silicio invece pare che si possa recuperare. Ricorda infine che il silicio è la base di tutte le apparecchiature, quindi sapremo come smaltirlo!!!

21 06 2011
Nicola

Tempi di produzione, impatto ambientale e costi di una centrale solare sono senz’altro minori di quelli di una centrale nucleare. E poi soprattutto il rendimento di una centrale nucleare è come dici tu circa del 35%, ma quello di una centrale solare sfiora il 57% e non il 13/15% come affermi tu!

6 07 2011
ùgiac

ci sono giornate di sole e altre no… il 13%-15% purtroppo è una stima reale nella media delle varie stagioni!

11 08 2011
bob41

all’ autore dell’articolo:
e se domani ti venisse comunicato che difianco a casa tua sarà costruita una bella centrale nucleare? tu cosa farai, cambi casa? cambi idea e vai a favore delle energie alternative? o convivi fino alla fine della tua vita con delle scorie raiottive che ti transitano davanti casa (si perchè le scorie si potranno anche eliminare ma devono passare da quaòche parte)?

30 09 2012
Hope

Non sono affatto d’accordo sull’utilizzo del nucleare. Non bisogna pensare che siccome il “sistema” è contro le energie rinnovabili, allora noi dobbiamo arrenderci al sistema. Anzi, a maggior ragione dovremmo tutti quanti metterci al lavoro per far sì che sia il contrario. I soldi che non si trovano, in realtà guardando bene in alcune tasche, ci sono eccome…

E non parliamo dell’impatto ambientale nucleare vs rinnovabili, perché gli elementi che sono utilizzati per l’energia nucleare sono dannosi per l’ambiente, la salute degli animali e ANCHE gli stupidi umani. Aprite gli occhi. Ma per davvero.
Perché, se la terra ci dà tutto ciò che ci serve (quali vento, acqua, sole) gli stupidi umani devono andare a scavare e scavare sotto la terra per trovare quegli elementi che per l’appunto ci sono stati nascosti e che sono altamente nocivi? Gente, ma le radiazioni che hanno fatto nascere tanti bambini con malformazioni, ma Hiroshima, Nagasaki, Fukushima, Chernobyl, non vi fanno riflettere per una buona volta?? Ma non vi rendete conto che gli umani stanno attuando un suicidio di massa, lento? Oltre che ad uccidere tutte le altre creature viventi della terra, oltre che la terra stessa.

12 05 2013
Janis

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23 05 2013
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7 09 2013
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16 10 2013
Apple bets on Burberry chief to burnish retail shine | benafflei

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21 05 2014
Johnpeter

C’è qualcuno che sa quanto il paese Italia spende all’anno per importare l’energia dall’estero? E a quanto ammonta il rapporto tra questa spesa e il valore dell’energia prodotta con le diverse fonti di cui disponiamo, dalle centrali idrolettriche, termoelettriche, eoliche, solari, ecc. Così potremmo capire perché la bolletta è sempre più cara …
Non è semplice il problema. Basti ricordare che le termoelettriche consumano combustile fossile che importiamo e che le fonti rinnovabili soffrono per le spese pregresse costituite dall’importazione di tecnologie cinesi e tedesche e dagli incentivi governativi per il loro sviluppo …

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